3. Due accenti o doppia identità?

di Andrea Di Gregorio

Altre parole su cui non c’è molto da discutere sono quelle che sembrano avere due accenti, ma che in realtà ne hanno uno solo, perché a ogni accento corrisponde un significato diverso, per cui si tratta di “omòfoni” ma “allonoematici”.

Parole che possono essere tanto sdrucciole quanto piane, cambiando significato

  • Circùito (percorso di una gara, “circuito elettrico”) – circuìto (participio passato del verbo circuire: “Ha circuito quella povera ragazza con le sue malizie”)
  • Cùpido (aggettivo: bramoso, desideroso) – Cupìdo (sostantivo: il dio dell'amore)
  • Dèmoni (plurale di “demone”. Il demone è un’entità spirituale non necessariamente malvagia – cfr., ad esempio, il demone di Socrate.) – Demòni (plurale di “demonio”. Il demonio è, invece, un’entità spirituale malefica. Il titolo del libro di Dostoevskij si dovrebbe pronunciare “Demòni”).
  • Nòcciolo (il guscio legnoso che copre i semi di alcuni frutti)– nocciòlo (l’albero che dà le nocciòle)
  • Òmero (l’osso che va dalla spalla al gomito) – Omèro (il poeta)
  • Utènsile (aggettivo: “macchina utènsile”) – utensìle (sostantivo: “Passami la cassetta degli utensìli”)

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