Una comunicazione efficace deve raggiungere il maggior numero di destinatari, ovvero essere accessibile. E non è solo una questione di codici, di software o hardware, ma anche, semplicemente, di parole.
Si parla tanto di accessibilità, soprattutto dopo l'emanazione della legge Stanca sull'accessibilità dei siti web della Pubblica Amministrazione, ma spesso si trascura un elemento che pure è presente nelle linee guida del W3C in materia di accessibilità, in particolare:
"Usare il linguaggio più chiaro e semplice possibile che sia adatto al contenuto di un sito." (priorità 1) "Creare documenti che siano validi rispetto alle grammatiche formali pubblicate." (priorità 2).
Ce ne parla Michele Diodati, esperto di accessibilità, che ha a cuore anche la nostra lingua spesso maltrattata, e ne ha parlato in un suo recente articolo (L'italiano inaccessibile: la tremenda fatica di complicare le cose semplici).
L'accessibilità del Web non consiste solo di accortezze tecniche relative al codice, ma di interventi per rendere il più possibile chiari e semplici i contenuti testuali. Mi preme perciò attirare l'attenzione sugli errori di comunicazione più macroscopici dal punto di vista dell'accessibilità.
Seguono quattro esempi, inventati da me, che dovrebbero chiarire cosa intendo per comunicazione inaccessibile. Ecco, testi come quelli di seguito, mi piacerebbe che non comparissero più su pagine web che si dichiarano ad alta accessibilità!
"La nostra mission è creare un open space di brainstorming permanente, dove web designers, project managers, software engineers, information architects possano incontrarsi h24 per matchare il loro specifico know how. Da qui nasce la nostra vision: un business in cui l'effort individuale alimenti una knowledge base multipurpose."
"il notrso sito si rivoglie atutti gli amanti degli animali non cè bisogno di dirlo il cane è il miglior amico delluomo solo le persone senza un quore possonmo abbandonare un cane per strada ma perché li prendete se poi li dovete abbandonare?"
"A volte il firewall non può filtrare tutti i pacchetti in ingresso e in uscita, perché lo switch automatico sul router blocca il gateway, finché lo stack non si è svuotato. E' chiaro che con IP6 il danno sarebbe ancora più grande."
"Fatti salvi gli adempimenti previsti dal DLG 97/400, e purché si rientri nella fattispecie regolata ex artt.23, 26, 35, 44, 97 c.p.p. e successive modifiche, e sia stata preventivamente presentata, entro trenta giorni dalla scomparsa del rappresentante della fauna avicola legalmente posseduto dal dichiarante, regolare domanda presso codesto sportello al cittadino, corredata di dati anagrafici ed anamnestici che attestino l'habeas corpus del pennuto, l'amministrazione espleterà le verifiche atte a determinare la cogenza del diritto postulato e a sollecitare il suddetto rappresentante della fauna avicola, qualora se ne conosca il nuovo domicilio, a far ritorno presso l'abitazione recintata da sbarre metalliche della misura prevista dalla vigente normaitiva europea, da qui in poi denominata "gabbia", messa a disposizione dal legittimo proprietario."
Gli esempi sono molto divertenti e, benché inventati, purtroppo assai verosimili. Ringraziamo Michele e segnaliamo che sul suo sito è stato aperto un nuovo forum su Lingua italiana e accessibilità, per discutere di burocratese, inglesismi, gerghi e proporre idee e riflessioni per un uso accessibile dell'italiano.
La tabella dei punti di controllo relativa alle linee guida del W3C sull'accessibilità (in italiano).
L'italiano inaccessibile: la tremenda fatica di complicare le cose semplici