Avete presente Italia.it? Il megaportale da 45 milioni di euro? Quando, il 22 febbraio scorso, è stato finalmente presentato, dopo oltre due anni di lavorazione, sono corsa a vedere l'opera monumentale e... sono stata sopraffatta prima dallo stupore e poi dalla rabbia! Rabbia perché fra quei 45 milioni di euro ci sono anche soldi miei di cittadina che paga le tasse, e il nostro Paese è pieno di ottimi professionisti che sanno realizzare progetti eccellenti con budget dotati di qualche zero in meno.
Mentre sfogavo la mia rabbia col mio compagno, apparecchiando la tavola per la cena, ho buttato lì: "sai che cosa ci vorrebbe? un progetto collettivo dei tanti piccoli e bravi professionisti, per una versione alternativa del portale: a dimostrazione che per fare bene le cose non servono megasocietà e sperpero di denaro pubblico: ma gente in gamba". "Sì, dai, sogna" mi ha risposto lui, ed il discorso è caduto lì. Sino a quando, proprio ieri, ho scoperto di non essere stata l'unica ad avere avuto questa idea. Evidentemente, il mio tipo di follia visionaria è abbastanza diffuso :-)
Ecco alcuni link sull'argomento:
Scandalo Italiano
Pelo e contropelo al portale Italia.it (ricco di una gran varietà di errori) e una raccolta di divertissment sul logo
RItalia Camp
E se il nuovo portale nascesse dai contributi di bravi professionisti e free-lance che non hanno alle spalle SpA dai bilanci milionari?
Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri . Petizione per un LOGO migliore. A cura di AIAP (l'associazione dei grafici italiani)
Raccolta di proposte per un LOGO migliore
Il sondaggio di Exibart sul logo che non piace a nessuno
Lina Sotis ha preso una cantonata. Da sempre acuta osservatrice delle tendenze di costume, la scrittrice ha dimostrato che Internet e la posta elettronica sono un terreno minato anche per le persone colte. Il suo corsivo su "Magazine" del "Corriere della Sera" del 14/09/06 si intitola "Le email spazzatura ci stanno sommergendo. E buttarle non si può". La prima affermazione, purtroppo, è esatta. La seconda, per fortuna, no.
Nel testo, poi, prosegue con alcune affermazioni prive di fondamento, asserendo per esempio che la "conferma di lettura" è uno dei nuovi obblighi della nostra vita. Per fortuna, è solo al postino in carne e ossa che siamo "obbligati" a firmare la ricevuta di una raccomandata. Nella posta elettronica, invece, la ricevuta di ritorno (o conferma o notifica di lettura) è solo un'opzione del programma di posta. Un'opzione: sia per chi scrive, sia per chi riceve. Se è sicuramente poco educato richiedere conferma per tutti i messaggi inviati (e sbaglia, dunque, chi imposta - sul proprio programma di posta - questa opzione per tutti i messaggi), è possibile, per chi riceve, negare tale conferma e continuare a ricevere, leggere o buttare tutta la propria corrispondenza, in totale libertà. Anche in questo caso è possibile configurare il proprio programma di posta: lo si può istruire a non dare mai conferma, a darla sempre, oppure a chiedere di volta in volta, al proprio "padrone e signore", se dare o meno conferma a quella particolare e-mail.
La tecnologia, infatti, è al nostro servizio, a patto di saperla usare. "Sapere è potere", diceva Gramsci, e questo vale ancora oggi. Per esempio, sapere di poter scegliere: fra i vari programmi di posta come fra i programmi di scrittura, senza lasciarsi condizionare dalla prepotenza delle grandi software house che impongono l'uso dei propri programmi. Esistono programmi di posta gratuiti che si difendono bene da virus e spam e garantiscono la nostra privacy. Se quello che troviamo installato sul PC al momento dell'acquisto non ha le caratteristiche volute, cosa ci impedisce di usarne un altro? Trattandosi di programmi gratuiti e legali, l'unico impedimento è in effetti l'ignoranza.
Un'altra cantonata della signora Sotis riguarda la presunta targetizzazione dello spam. "Se siete un maschio, vicino alla settantina", afferma, vi arrivano "le infinite possibilità di Viagra e dei suoi derivati". Spiacente deluderla, ma non è così (per lo meno, non ancora). Io (che non sono maschio, e piuttosto lontana dalla settantina!) ricevo spam di tutti i tipi (su Viagra e simili, con indecenti proposte di ingrandire organi che non ho o per passare notti bollenti con fanciulle esotiche, o magari per contrarre un mutuo vantaggioso con qualche banca americana) da oltre 10 anni, cioè da quando ho aperto la prima casella di posta elettronica. Riconoscere lo spam dall'intestazione e cestinarlo senza neanche aprire i messaggi è ormai un rito quotidiano, a cui francamente non do neanche tanto peso (si fa nei momenti "morti").
"Nessuno può più guardare e decidere di buttare" le e-mail indesiderate, sentenzia Lina Sotis. Niente di più falso. Basta usare correttamente il programma di posta, o usarne uno che ci renda padroni e non schiavi. Prima di pontificare e diffondere notizie errate sull'inserto settimanale del più prestigioso quotidiano nazionale, la signora Sotis farebbe bene a informarsi.
Quanto valgono 925 centesimi di euro? A chi ha una conoscenza elementare della matematica la domanda suonerà bizzarra perché la risposta è ovvia: sono esattamente e senza ombra di dubbio 9 euro e 25 centesimi.
La domanda sorge infatti dopo aver ascoltato ripetutamente una pubblicità radiofonica riguardante un'offerta pubblica di acquisto per azioni BNL (l'OPA BNL durava pochi giorni ed è scaduta ieri: abbiamo aspettato a parlarne per evitare di farne involontariamente pubblicità).
Prezzo dichiarato dall'accattivante voce femminile: "due euro e novecentoventicinque centesimi". Che in totale, se la matematica non è un'opinione, fanno undici euro e venticinque centesimi.
Naturalmente, sul sito web dedicato, e sicuramente anche sul prospetto informativo che si invita a leggere a fine spot, il prezzo sarà correttamente indicato in cifre: 2,925, cioè due euro e novecentoventicinque millesimi.
Ma nessuno controlla gli spot prima che vadano in onda? Possibile che una banca cada in un simile errore? E a un professionista (pubblicitario o speaker che sia) non si dovrebbero richiedere almeno le competenze elementari di "leggere, scrivere e far di conto"?
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