In questi ultimi tempi si sta facendo strada la cosiddetta "letteratura dei migranti": molte case editrici stanno pubblicando libri e racconti che riguardano la vita degli immigrati che vivono in Italia. In questo forum mi permetto di consigliare la lettura de "L'Angelo di via Appiani" che racconta la breve storia di un ghanese di nome Frank Agyare Badu. Laureato in giurisprudenza, Frank era emigrato circa 20 anni fa dal suo paese in cerca di fortuna. Prima era stato in Inghilterra, in seguito è venuto in Italia. Ha lavorato, tra l'altro, in una Fonderia ubicata in provincia di Treviso dove ha svolto i lavori più umili e pesanti. E' morto a Treviso, a fine giugno 2003, all'età di 45 anni in un letto dell'ospedale Ca' Foncello consumato dall'alcool e dalla disperazione. Come tanti immigrati non era riuscito a trovare un alloggio e negli ultimi tempi stava in un padiglione dell'ex manicomio Sant'Artemio, occupato abusivamente da extracomunitari. L'Angelo di via Appiani è inserito in un libro intitolato "Cristiani e musulmani. Costruire il dialogo partendo dai fatti di borgo Venezia di Treviso", firmato da Carlo Silvano e pubblicato dalle Edizioni del noce (è possibile acquistarlo anche su www.ibs.it). Oltre a questa storia c'è, in questo volume, anche la storia di un ragazzo albanese venuto in Italia come clandestino e compagno di lavoro di Frank. Anche questo ragazzo albanese è morto tragicamente. Le due storie raccontano un altro aspetto dell'immigrazione, un aspetto che troppo spesso viene trascurato.
Personalmente a me il libro è piaciuto moltissimo perché se da un lato l'autore racconta storie realmente accadute cogliendone gli aspetti umani più profondi, dall'altro è consapevole che le ondate di islamici che stanno arrivando in Italia costituiscono un grosso problema per la convivenza civile e minano la stabilità e l'unità del Paese. In Italia, dunque, l'islam è un problema che va affrontato e risolto quanto prima.