Alla grotta della celebre Sibilla di Cuma si accede tramite un dromos: una galleria a forma trapezoidale con bracci di areazione e di luce laterali, e con tre cistene nelle quali, dice la leggenda, la Sibilla si bagnava. In fondo v'è la stanza oracolare.
Dalla Sibilla si recavano anche i soldati prossimi a partire per la guerra, per essi la Sibilla pronunciava sempre le stesse parole: "ibis et redibis non morieris in bello". Per modificare il vaticinio bastava che ella si soffermasse, oppure no, sulla parola NON. Ne scaturivano, così due diversi oracoli:
- ibis et redibis, non morieris in bello (andrai e ritornerai, non morirai in guerra)
- ibis et redibis non, morieris in bello (andrai e non ritornerai, morirai in guerra.
Anche se questo è una caso estremo, proprio della costruzione sintattica della lingua latina, anche nell'italiano corrente è importante usare correttamente la punteggiatura; a volte, si può modificare il senso della frase solo spostanto una virgola.

14-12-2010

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Commenti
Una virgola fra pace e guerra
Appena "rubata" da Facebook:
C'era una volta una virgola, seccata dalla poca considerazione in cui tutti la tenevano. Perfino i bambini delle elementari si facevano beffe di lei. Che cos'è una virgola, dopo tutto? Ne giornali nessuno la usa più. La buttano, a casaccio.
Un giorno la virgola si ribellò. Il Presidente scrisse un breve appunto, dopo il lungo colloquio con il Presidente dell'altra superpotenza: "Pace, impossibile lanciare i missili" e lo passò frettolosamente al Generale.
In quel momento la piccola, trascurata virgola mise in atto il suo piano e si spostò. Si spostò di una sola parola, appena di un saltino. Quello che lesse il Generale fu: "Pace impossibile, lanciare i missili".
E scoppiò la Guerra mondiale.