Dal monitor alla stampa, dal digitale al cartaceo, da RGB a CMYK: è questo il percorso che hanno fatto
i
226 artisti digitali che hanno partecipato al singolare
concorso che porta il nome di un sistema di stampa,
quello in quadricromia: CMYK (Ciano, Magenta, Yellow, Kino - Azzurro,
Rosso, Giallo, Nero). Un concorso che ha per tema un
colore,
espresso numericamente tramite i valori di ciascuno dei 4 colori fondamentali.
In questo caso il colore era un verde acido (C=24 M=18 Y=76 K=0).
Ma come mai proprio un colore? "I colori sono tutto per chi lavora
in questo settore" affermano gli ideatori del concorso, ed è
innegabile che il colore ha una componente fondamentale nella comunicazione
visuale.
Lanciato nel dicembre 2001 da una web agency napoletana,
Jiolahy,
il concorso ha subito suscitato molto interesse da parte di grafici,
illustratori, web designers che usano il web e la grafica digitale
come campo di sperimentazione artistica.
L'esperimento, a detta degli organizzatori, è riuscito e lascia
ben sperare per il futuro, tanto che coi lavori migliori è
stato realizzato un libro. Un volume molto ricco e curato, edito da
Liguori, piacevole
da sfogliare. Un percorso tra la creatività costretta da un
tema non facile, perché al tempo stesso troppo vago e troppo
limitante. Ma sappiamo che, se il bisogno aguzza l'ingegno, i limiti
stimolano la creatività. E di materiale creativo in queste
pagine ce n'è per tutti i gusti.
Un esperimento riuscito, anche secondo noi: dal confronto con la carta,
statica, muta e ad alta risoluzione, gli artisti digitali sono usciti
vincitori (riescono a esprimersi anche senza Flash!); e infine, la
bella notizia è che iniziative interessanti nel settore della
grafica digitale riescono a nascere e a prosperare anche lontano dalle
nebbie milanesi, nel soleggiato meridione.