Ci sono alcune parole sulla cui pronuncia si continuano ad avere dubbi. Si tratta di un fatto ben noto, e generalmente sono sempre assai graditi i memorandum sull'argomento. Ho pensato, quindi, di proporvene uno.
Premessa
All'inizio, pensavo di potermi limitare a fare un elenco delle parole dubbie, con le accentazioni esatte, magari ordinandole in due categorie fondamentali: parole piane e parole sdrucciole. Invece, come al solito, le cose non sono così semplici.
Perché, accanto a molte parole sull'accentazione delle quali non ci sono dubbi, ci sono parole che possono essere accentate in almeno due modi (anche se questo accade quasi sempre con una ragione), e parole che, sebbene la grammatica imponga di accentare in un modo, l'Uso (che, ricordo, secondo Manzoni è sovrano), vuole assolutamente accentare in modo diverso.
Quindi questo articoletto sarà più complesso di quel che io stesso pensassi e desiderassi. Figuriamoci i miei lettori.
1. Parole da non sbagliare
Comincio quindi con le parole su cui non c'è discussione. Si tratta di parole che non si possono sbagliare. Hanno un solo accento, sul quale tutti sono d'accordo. E quando dico “tutti”, intendo, come facevano i grammatici dell'Ottocento, “tutte le persone colte”. Se sentite qualcuno che le accenta diversamente siete autorizzati, senza ulteriore avvertimento, a rimproverarlo aspramente, fosse anche il capufficio! Tolleranza zero con i pervertitori della lingua! Segno in neretto le parole particolarmente insidiose, che ho sentito sbagliare da persone per altro insospettabili (e che magari posso aver sbagliato anch'io).
Accento corretto sull’ultima sillaba (parole tronche)
- Collant (si pronuncia “collàn”, perché è una parola francese)
- Dépliant (si pronuncia “depliàn”, perché è una parola francese)
- Islàm
- Nobel (si pronuncia “Nobèl”)
- Stage (si pronuncia “stàj” con la “j” dolce)
- Menu (anche se scritto senza accento, essendo parola francese)