Ma è proprio necessario scrivere bene, esprimersi correttamente, evitare strafalcioni? Dipende: se volete entrare nella casa del Grande Fratello sicuramente no, anzi forse è controproducente, ma se vi piace scrivere...
Le regole basilari dell'italiano scritto sono reperibili in qualsiasi grammatica e non è mia intenzione sostituirmi ad essa. Ma i dubbi linguistici sono frequenti e la continua esposizione a messaggi (orali o scritti) in contrasto con le regole spesso crea confusione anche nei più esperti. In caso di dubbio - non mi stancherò mai di ripeterlo - meglio consultare un dizionario. On line è disponibile quello Garzanti che, previa registrazione (gratuita), offre anche suggerimenti su sinonimi e contrari, tavola di declinazione dei verbi, plurali irregolari.
Correggere è il mio mestiere :-)
Quello che mi propongo di fare in questa sezione è di elencare non tanto le regole, ma gli errori più frequenti che mi capita di incontrare leggendo i giornali,
ascoltando la tv e la radio, navigando su Internet e, infine, revisionando testi che diventeranno libri (è il mio lavoro).
Quindi questo testo sarà destinato ad ingrossarsi, man mano che inciamperò in altri errori frequenti.
Se molti regionalismi e forme gergali
sono entrati comunemente nella lingua parlata, nella scrittura è bene attenersi alle regole e usare uno stile meno colloquiale e più corretto. Perché? Sostanzialmente per due motivi:
il primo è che, come dicevano i latini, verba volant, scripta manent (le parole volano, gli scritti restano): anche i vostri errori, se messi per iscritto, si notano di più!
Il secondo motivo è che un testo corretto linguisticamente si presenta meglio, si fa leggere più volentieri, sembra più affidabile.
Secondo un'indagine realizzata da Stanford Persuasive Technology Lab e Makovsky & Company
fra i motivi che rendono credibile un sito web c'è l'assenza di errori
(esattezza dei link, mancanza di refusi, correttezza linguistica).
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