Ma è proprio necessario scrivere bene, esprimersi correttamente, evitare strafalcioni? Dipende: se volete entrare nella casa del Grande Fratello sicuramente no, anzi forse è controproducente, ma se vi piace scrivere...
La punteggiatura merita senz'altro un approfondimento. Sapevate che è stata pubblicata un'opera in due volumi sulla punteggiatura, a cura della Scuola Holden, per i tipi della BUR? Qui sarò molto più breve, non temete!
La punteggiatura dà al testo il ritmo, grazie ad essa il testo respira e chi legge non infila smarrito parole una dietro l'altra alla ricerca del senso: è la punteggiatura che guida il lettore alla decodifica del testo. Naturalmente, l'uso della punteggiatura denota lo stile di un autore. Ogni scrittore può avere un uso personale della punteggiatura, ma - se non siete scrittori di professione e non avete vinto il Nobel per la letteratura - vi consiglio di attenervi a queste regole basilari.
1. Mai separare soggetto da verbo o verbo da complemento oggetto. A volte il soggetto di una frase può essere molto lungo, perché costituito da un'altra frase: anche se pensate che ci stia bene una pausa, la virgola non va, perché crea una cesura sintattica.
2. I periodi troppo lunghi sono di difficile lettura: usate spesso il punto e virgola; isolate gli incisi: con due virgole se sono brevi, con due trattini o due parentesi se sono lunghi (ricordate sempre di "chiudere" con la stessa punteggiatura). Esempi di inciso:
Attenzione, non sono incisi le frasi relative che possono essere restrittive (es.: "la donna di cui ti ho parlato partirà domani"; ma "Francesco Rossi, di cui ti ho già parlato, prenderà servizio la prossima settimana").
3. Usate la virgola per separare elenchi di nomi ("c'erano donne, bambini, ragazzi e vecchi"), per separare frasi coordinate per asindeto ("non sento, non vedo, non parlo"), prima della congiunzione ma ("lo sapeva, ma non lo disse a nessuno"), per separare il vocativo ("Mamma, cosa fai là in piedi?").
4. Virgolette e lineette. Quando si riporta un discorso si possono usare le virgolette o le lineette, a vostro piacimento, seguendo le regole riportate negli esempi che seguono. Ricordate, però, di usare sempre lo stesso tipo di punteggiatura (operate la vostra scelta all'inizio e siate coerenti, uniformi) e di chiudere sempre ciò che aprite!
5. Il punto finale della frase va all'interno delle virgolette o delle parentesi se il periodo inizia all'interno delle virgolette o delle parentesi; va all'esterno se la frase tra parentesi o tra virgolette è racchiusa in (o introdotta da) una frase principale. Fanno eccezione il punto esclamativo e interrogativo, che chiudono sempre la frase interrogativa o esclamativa.
Esempi (per le virgolette, vedi nota a fianco):
6. Fate un uso limitato dei punti esclamativi
e dei puntini di sospensione: un uso eccessivo di entrambi denota una scrittura immatura.
Troppi punti esclamativi danno alla narrazione un tono gridato, strillato, quasi in falsetto, o un tono da venditore di piatti al mercato.
Troppi puntini di sospensione indicano che non si ha chiarezza in quello che si vuol dire, resta tutto sempre vago, sospeso.
7. Uso delle parentesi. Normalmente si usano solo le parentesi tonde: le graffe sono riservate alla matematica, le quadre si usano solo in casi particolari:
"Paola – disse Sandra – vieni qui!";
"Paola", disse Sandra, "vieni qui!"
Sandra disse: "Paola, vieni qui!".
Paola disse: "Sandra, ti devo parlare".
Sandra rispose:"Proprio adesso?".
"Proprio adesso?" rispose Sandra.
– Non vedi che sto uscendo? – aggiunse stizzita.
(Punti esclamativi e interrogativi vanno sempre all'interno della frase, e quindi delle virgolette o della lineetta. Chiaro il meccanismo?)
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