Ma è proprio necessario scrivere bene, esprimersi correttamente, evitare strafalcioni? Dipende: se volete entrare nella casa del Grande Fratello sicuramente no, anzi forse è controproducente, ma se vi piace scrivere...
Normalmente il prefisso
viene unito al nome cui si riferisce, senza trattino (ma non è
errato usarlo). Fa eccezione il prefisso ex che
resta parola a sé (e va scritto sempre senza trattino).
es.: vicepresidente, neoclassico, ipoglicemico, neo-liberismo;
ex moglie, ex deputato.
I sostantivi in -cia e -gia
perdono la i al plurale se la sillaba è
preceduta consonante; mantengono la i se la sillaba è preceduta
da vocale o se sulla i cade l'accento tonico; fa eccezione il termine provincia che ammette entrambe le forme
(ma secondo le grammatiche più moderne è preferibile la forma senza i).
es.: facce, spiagge, lance, mialgie, ciliegie, camicie.
Plurale di parole straniere
Le parole straniere ormai assimilate alla nostra lingua restano invariate al plurale:
es.: i film, i dossier, due week-end, gli hamburger.
È norma editoriale, per parole straniere non considerate di uso comune, usare il corsivo: in
questo caso devono essere declinate al plurale secondo le regole della lingua straniera.
Personalmente sconsiglio fortemente dire (e scrivere) "ma però",
"a me mi" (perché sono ripetizioni, tecnicamente si chiamano "pleonasmi").
Attenzione anche
all'uso del ne partitivo: in alcune frasi è di troppo.
Esempi di errori: "di questa tecnica ne fioriscono corsi"; "l'analisi ne può tenerne conto".
È fortemente sconsigliato perché dà, inevitabilmente un tono un po' paesano, anche l'articolo davanti a nome proprio di persona,
sia maschile sia femminile (es.: il Mario, la Giovanna); ciò vale soprattutto in testi di tipo saggistico o informativo;
all'interno di un testo letterario, se usato per esempio in un dialogo,
può servire a connotare un personaggio, esattamente come l'uso di regionalismi e forme dialettali.
Arcaico (e da evitare) anche l'uso dell'articolo davanti al cognome di personaggio maschile ("come scrive il Manzoni"),
ugualmente brutto ma di uso comune, invece, l'articolo davanti a cognome di personaggio femminile ("Le riforme della Moratti").
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