E' possibile progettare la grafica di un sito senza conoscere la struttura dei contenuti? Quanto contano il colore e le immagini nella comunicazione sul web?
Un sito web è fatto di parole
e immagini, segni e disegni:
è per questo che il (web)design deve essere inteso come progetto
e non solo grafica: infatti, come è possibile progettare
la grafica di un sito senza avere prima la struttura dei contenuti?
Purtroppo, capita spesso che venga commissionato il web design di un sito senza accompagnarlo dall'albero di navigazione
o da uno schema di struttura. In questo caso il web designer deve provare a immaginarselo e creare strutture elastiche che poi possano
reggere diversi tipi di contenuto, e diverse strutture. In ogni caso, un modo sbagliato di progettare, perché
parte dal presupposto (errato) che grafica e contenuto siano due cose a sé stanti e indipendenti.
Invece, sul web e non solo, anche grafica e immagine sono "contenuto": anche il colore, il banner e il logo comunicano contenuto.
Senza scomodare la Netsemiology (che è un marchio registrato e non vorrei incorrere in qualche violazione del "brevetto"),
preferisco rifarmi alle nozioni di semiotica studiate all'università.
Per la cronaca, io ho fatto una tesi in storia del teatro, analizzando una messinscena, e il mio oggetto d'analisi, il mio "contenuto"
era non solo il testo teatrale che gli attori recitavano, ma anchela stessa regia, il modo di recitare, la scenografia, i costumi, la musica, le luci: in teatro,
ogni cosa gioca il suo ruolo nella
trasmissione di contenuto/di emozione/di senso e significato; lo stesso - mutatis mutandis - si può dire per il web.
1. Innanzitutto i colori sono determinanti per una buona e agevole lettura. Anche i migliori contenuti restano illeggibili se scritti in rosso sul viola, o verde su sfondo rosso. Ci sono colori che messi assieme "vibrano", cioè si impastano e rendono difficile distinguere i contorni. Il blu sul nero, per esempio, anche se non vibra, è molto faticoso da leggere, ecc. Poi bisogna tenerconto delle persone con problemi di vista (l'8% degli uomini e l'1% delle donne sono daltonici).
2. I colori sono legati a dei significati. Per esempio, mentre per noi occidentali il colore del lutto
è il nero e bianco è il simbolo della purezza,
usato per gli abiti delle spose e dei neonati, in Cina la sposa veste di rosso mentre il bianco è il colore del lutto.
In India, invece, è il rosso il colore della morte.
In politica, ieri come oggi, si usano i colori per contraddistinguere gli schieramenti.
Dalle camicie rosse dei garibaldini, alle camicie nere e brune rispettivamente per fascisti e nazisti.
3. I colori sono fortemente legati a marchi aziendali (la Coca Cola è rossa, la Ferrari è rossa, la Barilla è blu; compagnie telefoniche: rosso per Telecom, verde per Infostrada (prima che si fondesse con Wind: ricordate la pubblicità delle due cabine?), arancio per Wind, e blu per la defunta Blu. Il colore, quindi contribuisce in modo determinante a costituire l'immagine coordinata di un'azienda.
Concludendo: la scelta del colore in un sito web non è casuale e deve essere fatta accuratamente, pensando al messaggio che si vuole veicolare, all'immagine aziendale (o personale) che si vuole comunicare, alle emozioni che si vogliono evocare, al tipo di pubblico con il quale si vuole entrare in contatto, e sempre mantenendo un buon contrasto fra testi e sfondi per garantire una facile lettura.
Attenzione, infine, a non cadere negli stereotipi. Ogni regola ha le sue eccezioni. E non è detto che tutti i siti femminili debbano essere rosa o fuxia!
Un ultimo accorgimento: usate pure
il colore, ma evitate arlecchinate e state attenti agli accostamenti;
non mischiate i toni pastello (rosa, celeste, verdino, giallino) con i colori decisi (rosso, arancio, verde prato, turchese, eccetera),
non accostate il rosso al giallo o al verde: va bene solo per le bandiere, che devono distinguersi anche da lontano.
Attenzione anche al beige e al bordeaux: sono colori che litigano facilmente con gli altri. Accostare correttamente i colori non
è facile ed è anche una questione di gusto e sensibilità.
Un cosiglio sempre valido? Prendete spunto dalla natura: i colori dell'autunno sono diversi da quelli della primavera, quelli dell'arcobaleno non sono i colori della terra e quelli del mare sono diversi da quelli della montagna.
Chromoweb
Un sito per aiutarvi a creare accostamenti cromatici corretti; gli strumenti a disposizione sono tanti, non resta che provarli e
giocare con le ruote cormatiche virtuali (in inglese o francese).
Per verificare la visione dei colori da parte di persone con problemi di visione, invece, vi consiglio Colorfilter (in inglese). Inserite un indirizzo web e scegliete il tipo di cecità ai colori: vedrete come potrebbe presentarsi il vostro sito ad alcuni utenti...
Per verificare che gli accostamenti cromatici (testo/sfondo) rispettino le regole dell'accessibilità è disponibile in italiano questo strumento.
"le parole faticano a descrivere il colore come mezzo di comunicazione della pittura. [...]
Il colore, come la musica, si serve di una scorciatoia per raggiungere i nostri sensi e suscitare le nostre
emozioni. L a Chiesa lo comprese bene nel Medioevo, e così pure i più grandi pittori, nonché i propagandisti, i pubblicitari e i designer.
Non fa meraviglia che filosofi e linguisti amino tanto discutere
del colore; esso li tenta, li stuzzica e li sfugge proprio nel momento in cui promette meraviglie e segreti nascosti.
Ebbene, come si comincia a imparare questo linguaggio? Sono abbastanza
sicuro che non c'è un'unica risposta. Io l'ho avvicinato tramite la sostanza del colore
[...]
Alla fin fine, il linguaggio del colore consiste nell'imparare a vedere."
Philp Ball, Colore, una biografia, Rizzoli 2002 - pp. 7-8
"Nell'antichità più una società era stabile e strutturata, più l'uso sociale del colore, dei suoi codici e del suo simbolismo era rigidamente stabilito; la produzione artistica dell'antico Egitto, che restò pressoché immutata nelle forme e nell'uso dei colori per millenni, ne è un esempio significativo."
L. Luzzatto e R. Pompas,
Il significato dei colori nelle civiltà antiche
Bompiani 2001 - pp. 8-11
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