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Lo spam e le e-mail secondo Lina Sotis

Autore: data pubblicazione: 08 Ottobre 2006

Lina Sotis ha preso una cantonata. Da sempre acuta osservatrice delle tendenze di costume, la scrittrice ha dimostrato che Internet e la posta elettronica sono un terreno minato anche per le persone colte. Il suo corsivo su "Magazine" del "Corriere della Sera" del 14/09/06 si intitola "Le email spazzatura ci stanno sommergendo. E buttarle non si può". La prima affermazione, purtroppo, è esatta. La seconda, per fortuna, no.

Nel testo, poi, prosegue con alcune affermazioni prive di fondamento, asserendo per esempio che la "conferma di lettura" è uno dei nuovi obblighi della nostra vita. Per fortuna, è solo al postino in carne e ossa che siamo "obbligati" a firmare la ricevuta di una raccomandata. Nella posta elettronica, invece, la ricevuta di ritorno (o conferma o notifica di lettura) è solo un'opzione del programma di posta. Un'opzione: sia per chi scrive, sia per chi riceve. Se è sicuramente poco educato richiedere conferma per tutti i messaggi inviati (e sbaglia, dunque, chi imposta - sul proprio programma di posta - questa opzione per tutti i messaggi), è possibile, per chi riceve, negare tale conferma e continuare a ricevere, leggere o buttare tutta la propria corrispondenza, in totale libertà. Anche in questo caso è possibile configurare il proprio programma di posta: lo si può istruire a non dare mai conferma, a darla sempre, oppure a chiedere di volta in volta, al proprio "padrone e signore", se dare o meno conferma a quella particolare e-mail.
La tecnologia, infatti, è al nostro servizio, a patto di saperla usare. "Sapere è potere", diceva Gramsci, e questo vale ancora oggi. Per esempio, sapere di poter scegliere: fra i vari programmi di posta come fra i programmi di scrittura, senza lasciarsi condizionare dalla prepotenza delle grandi software house che impongono l'uso dei propri programmi. Esistono programmi di posta gratuiti che si difendono bene da virus e spam e garantiscono la nostra privacy. Se quello che troviamo installato sul PC al momento dell'acquisto non ha le caratteristiche volute, cosa ci impedisce di usarne un altro? Trattandosi di programmi gratuiti e legali, l'unico impedimento è in effetti l'ignoranza.

Un'altra cantonata della signora Sotis riguarda la presunta targetizzazione dello spam. "Se siete un maschio, vicino alla settantina", afferma, vi arrivano "le infinite possibilità di Viagra e dei suoi derivati". Spiacente deluderla, ma non è così (per lo meno, non ancora). Io (che non sono maschio, e piuttosto lontana dalla settantina!) ricevo spam di tutti i tipi (su Viagra e simili, con indecenti proposte di ingrandire organi che non ho o per passare notti bollenti con fanciulle esotiche, o magari per contrarre un mutuo vantaggioso con qualche banca americana) da oltre 10 anni, cioè da quando ho aperto la prima casella di posta elettronica. Riconoscere lo spam dall'intestazione e cestinarlo senza neanche aprire i messaggi è ormai un rito quotidiano, a cui francamente non do neanche tanto peso (si fa nei momenti "morti").

"Nessuno può più guardare e decidere di buttare" le e-mail indesiderate, sentenzia Lina Sotis. Niente di più falso. Basta usare correttamente il programma di posta, o usarne uno che ci renda padroni e non schiavi. Prima di pontificare e diffondere notizie errate sull'inserto settimanale del più prestigioso quotidiano nazionale, la signora Sotis farebbe bene a informarsi.