uomini contro la violenza sulle donne

5. Gli emoticon

Autore: data pubblicazione: 15 Marzo 2008

Crasi da emotion icon, letteralmente "icona dell'emozione", in italiano è spesso chiamata "faccina". Composta da segni di punteggiatura e caratteri alfanumerici [per esempio, la sequenza due punti-trattino-partentesi chiusa :-) "disegna" una faccina sorridente, ruotata di 90° a sinistra] si può declinare in infinite (o quasi) versioni (vedi oltre).

Inizialmente usate nei primi sistemi di comunicazione telematica e poi in Internet, per bilanciare la freddezza di una comunicazione esclusivamente testuale (che esclude, quindi, la se pur minima componente emotiva riscontrabile in una lettera vergata a mano) e consentire il superamento di eventuali barriere linguistiche, gli emoticon hanno conosciuto una rapidissima diffusione e moltiplicazione di significati (variando i segni utilizzati, si passa dal sorriso ironico alla risata, dalla tristezza alla rabbia, ecc.) e sono infine approdate al più giovane mondo degli SMS.

Inventati da Scott Falhman nel 1982 (la storia del primo emoticon è raccontata da un ricercatore Microsoft; in italiano si può leggere a riguardo l'articolo su Punto Informatico), per molti, gli emoticon sono il solo modo per rendere più "umano" il messaggio che si sta comunicando: aiutano a superare le difficoltà comunicative, come surrogati di affettività.

Anche se ho sempre notato che - a parte quei tre o quattro standard - non esiste una codifica e ognuno interpreta o inventa a modo suo, soprattutto quando i sentimenti che gli emoticon vogliono esprimere sono più complessi di allegria, tristezza, ilarità, pianto, riporto qui di seguito un elenco di emoticon. Come potrete vedere, ce n'è per tutti i gusti!
In neretto ho evidenziato quelli più comuni e noti, gli altri sono libere espressioni di fantasia, ma certo non codici comuni: quindi, se li usate, non meravigliatevi se non vengono capiti!